INTERVISTA CON… EMANUELE MARTIGNONI – AUTORE DE “IL CANTO DEI LAGHI”

Introduzione doverosa

Chi ha la fortuna di vivere il lago, e come me “lo abita” da sempre, sa cosa significa l’aspettativa e la pretesa che esso genera: ogni giorno si resta in attesa di capire la magia profusa dei colori sempre diversi, sempre nuovi, che emozionano la giornata. Il lago è compagno di vita. Qualcuno dirà che il mare è meglio, forse, per chi abita ed è nato al mare; al lago non esistono le persiane blu (STREGA COMANDA COLOR…. PERCHE’ LE PERSIANE BLU ESISTONO SOLO AL MARE?), ma ciò che conta è l’appartenenza. E io al lago appartengo.

 

lago di Varese poeticadelleregole
Lago di Varese – Gavirate

 “Già l’olea fragrante nei giardini d’amarezza ci punge: il lago un poco si ritira da noi, scopre una spiaggia di aride cose” (Vittorio Sereni).

Amo moltissimo questi versi, quando li ho trovati li ho fatti miei: se non sai scrivere poesie, ma ami il lago non puoi non amare Vittorio Sereni, e se ami Vittorio Sereni e sai scrivere poesie allora puoi sperare di diventare un promettente poeta moderno come Emauele Martignoni.

Il Canto dei Laghi è un omaggio a questa terra che amo: la terra in cui sono nato e cresciuto, dove i miei passi hanno camminato e corso e dove si sono riposati… Ѐ la stessa terra sulla quale si sono soffermati ed ispirati gli sguardi di Vittorio sereni e Piero Chiara…” ( Emanuele Martignoni – “Il canto dei Laghi” – Introduzione).

Scopro con enorme piacere che Emanuele ama Vittorio Sereni e Piero Chiara. Emanuele appartiene, come loro, al lago.  Scrive da molti anni, ha pubblicato diversi romanzi e raccolte di poesie; fu Silvio Raffo, illustre professore, poeta, traduttore ufficiale italiano e più accreditato della Dickinson, ad incoraggiare Emanuele a pubblicare i suoi scritti.

Emanuele

Ho iniziato a pubblicare nel 2001, ma in realtà ho sempre scritto, anche da ragazzo. Oggi con orgoglio, quando mi chiedono “Che lavoro fai?” rispondo “Lo scrittore!”, ho infatti da poco firmato un contratto di pubblicazione  con una importante casa editrice per il mio romanzo biografico intitolato “ Cammino con angeli senza dimora. Qua e là per la vita con le canzoni di Bruce Springsteen”.

Poeticadelleregole

A settembre 2018 si è svolto a Roma il IV festival internazionale “L’Altra letteratura”; Emanuele Martignoni è stato ospite premiato, tra sette scrittori indipendenti chiamati a presentare la loro poesia. Ho chiesto ad Emanuele di raccontarmi “Il canto dei laghi”.

La poesia muove da un’ispirazione, ha un contenuto, e si rivela nella forma, che è al tempo stesso musica. La poesia mi ha sempre colpito perché non si legge e basta, la poesia, da come la leggi, cambia ciò che ti racconta. Leggendo“Il canto dei laghi”, ho notato che la forma poetica è molto varia.

La poesia è per natura intimistica, ma prestandosi ad interpretazione la vedo come un modo per il poeta di trincerarsi, come se in fondo ci fosse sempre qualcosa che sfugge al lettore.

Come nasce la tua poesia, e che peso ha la forma espressiva nell’atto creativo?

Emanuele

La poesia ha il dono dell’universalità, chiunque la legge può farla sua; è una suggestione che ti si rivela… la scrivi a partire da un determinato evento che muove, ma poi sicuramente va costruita. La forma è importantissima. A volte la sua genesi è lenta; “Sogno di mezza estate” ha per esempio una forma molto contratta, essenziale, ma nasce da uno scritto di un’intera pagina. La guardavo e riguardavo ma non funzionava, così l’ho trascritta usando solo delle frasi con i concetti cardine che poi sono diventate parole essenziali, ho tolto e tolto ancora, e per sottrazione sono arrivato, era lei.

“Velata

la luna

a sé

raccoglie

la sera

 

Svelato

Il lago

in sé

nasconde

la notte”    

 

(“Sogno di mezza estate”)

Di contro “Luino (Il sole dell’ultimo inverno)”, che è poi la poesia che più amo di questa raccolta, è nata d’un soffio, stando seduto in riva al lago di Luino, è venuta ed era già perfetta; era lei da subito senza aggiungere o nulla togliere; è stata anche per me una sorpresa, non capita molto spesso infatti che la prima stesura sia anche la stesura definitiva, un unicum insomma. Le sono molto grato, e mi sento di dire che me la sono meritata!

“Nel soffio silenzioso

d’una sottile effimera trasparenza

il lago perde i confini.

compare da alito stanco

un battello,

lento da porto a porto,

da sponda a sponda, mentre il sole dell’ultimo inverno l’aria intiepidisce, e le mani…”

(Luino – Il sole dell’ultimo inverno-)

barche sul lago poeticadelleregole

Il Lago è il leitmotiv, lo strumento che fa emergere un vissuto, da cui muove l’ispirazione. Le poesie di questa raccolta sono il frutto di un lavoro durato due anni.

Poeticadelleregole

È evidente nei due esempi che mi hai illustrato che si tratta di due poesie dalla forma molto diversa, ma come nasce nella tua mente la forma della poesia? Come fai a capire che forma dare a quelle parole?

Emanuele

“Vi è una bellezza nascosta” è un sonetto. Le poesie nascono da un insieme di frasi, scritte prima di getto, magari scritte in prosa come testo esteso, che poi cerco di collegare come pensiero fra loro. In questo caso la forma metrica del sonetto ben si adattava alle parole. La musicalità è la prima cosa nella poesia, deve suonare bene, come una canzone.  ”Raccontare di te”, per esempio,  è una poesia che ho anche tradotto in musica, ne ho fatto una canzone perché si prestava, è di fatto una chanson, i versi hanno tutti lo stesso valore metrico, come per i salmi.  “Quanti baci” è una chanson anche lei, strofe di sei e sette sillabe.

I cantautori prima scrivono l’aria, la musica e poi trovano le parole, i poeti fanno il contrario.

Poeticadelle regole

Spesso si cercano spiegazioni nelle poesie, come se si intuisse, ma poi non si riuscisse mai veramente a cogliere cosa l’autore voleva dire. Mi racconti “Sarà il lago domani”? 

Emanuele

La poesia di fatto nasce da un’intuizione, si cerca solo dopo una spiegazione; le poesie di questa mia raccolta spesso sono poesie d’amore, c’è un’altra persona, non per forza fisica, che può essere anche un ideale; la poesia ci consente di farlo, di esprimere la purezza del sentimento. “Sarà il lago domani” parte dal desiderio di ricostruire una storia d’amore, poi nel corso del tempo i sentimenti si sono evoluti, e l’oggetto si è come spostato. La domanda finale significa: esisterà ancora qualcosa che potrà chiamarsi amore? oppure vivrà ancora l’amore su esperienze che emergono da sentimenti passati?

“Tu forse ora non mi leggerai.

Ed io starò in un’attesa

Trepidante e sospesa.

Sarà il lago

Domani

A ridarci quel tempo

Fermato in silenzio

Dai temporali di oggi e di ieri?

Il mio

Il mio tempo,

si è incantato d’eterno

sul cielo limpido delle tue labbra,

con la voce incapace di dire amore

mentre lo gridavo nel cuore.

Sarà il lago

Domani

A ridare armonie

Ale voci sommesse

Coperte da scrosci di pioggia?

O resterà il dolore

Soltanto

Dell’esserci stato

E non averlo trovato?”

 

(Sarà il lago domani)

Questa raccolta è anche il quaderno stesso, che ho conservato, su cui ho scritto le prime stesure delle poesie. Normalmente, tranne che per la stesura dei romanzi, i quaderni delle poesie non li conservo, anche questo è un carattere particolare della raccolta “Il canto dei laghi”.

Poeticadelleregole

La poesia resta un’importante forma di comunicazione mai fuori moda e mai fuori luogo, privilegio di pochi, ma diretta a tutti.  Amare la poesia trovo sia un dovere, un atto d’amore verso se stessi.

E poi, chi non vorrebbe gli fosse dedicata una poesia?

 

“Proverò a raccontare di te

che sei entrata con passo leggero

come un semplice volo d’uccelli,

un respitro sulle code del cielo…”

(Raccontare di te – Emanuele martignoni- tratta da “Il canto dei laghi” 2016 -2018)

 

 

Grazie Emanuele!

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